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Silvestro Grimaldi - MioDottore.it

Disturbo dell’età evolutiva

  • Riconoscimento e gestione delle emozioni

Anche noi da bambini non conoscevamo cosa fossero le emozioni: un groviglio di movimenti e di scariche di energie nel nostro corpo che si agitavano. Col tempo abbiamo imparato a dargli un nome riconoscendole. Alcuni comportamenti dei bambini, come la rabbia o stati di malessere fisici, nascono dall’incapacità di discriminare le emozioni e di canalizzarle nel modo giusto

  • Bullismo 

Il bullismo è un comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi: da una parte c’è il bullo, colui che attua dei comportamenti violenti fisicamente e/o psicologicamente e dall’altra parte la vittima, colui che invece li subisce. La sofferenza psicologica e l’esclusione sociale che ne consegue sono sperimentate da bambini.

  • Ritiro sociale

Bambini e ragazzi socialmente ritirati evitano attivamente la compagnia altrui. Sono poco responsivi alle iniziative sociali e presentano difficoltà nel mantenere le relazioni.  Può indicare un’autovalutazione delle proprie performance ed essere legate ad ansia o depressione

  • Disagio nelle relazioni con i coetanei

Confrontarsi con gli altri nel corso dell’età diventa sempre più complicato. In adolescenza spesso sono i giovani a doversi destreggiare nei rapporti e non più essere guidati dalle maestre. Qui iniziano i primi disagi come il voler appartenere ad un gruppo.

  • Disagio rispetto al proprio corpo

Il corpo nel passaggio dalla fase infantile a quella adulta è una trasformazione, la trasformazione più incredibile e più spaventosa per ogni adolescente. Perdere le certezze verso il conosciuto per ritrovarsi a rapportarsi con un corpo nuovo in cui spesso non ci si rispecchia. La difficoltà di essere riconosciuti non più come bambini ma come adulti è la sfida più grande che affrontiamo, la prima che ci dice che siamo più vulnerabili.

  • Crisi rispetto alla propria identità

L’adolescenza è un momento di crisi profonda: la fase di rivoluzione. È la fase delle domande “chi sono?”, “cosa voglio fare?”, dove devo andare?”. Spesso le risposte che si danno non sono quelle che magari uno vorrebbe e si accompagnano a stati di ansia e depressione che bloccano il normale sviluppo.

  • Comportamenti pericolosi

Sentirsi Superman, o Wonder Woman, sentirsi già grandi eppure non essere ancora coscienti dei propri limiti. Questi sono gli stati adolescenziali più comuni che continuamente si mettono alla prova per dimostrare a sé stessi e agli altri di essere “grandi”)

  • Stati di isolamento

Può succedere che durante questo tumultuoso periodo di crescita si verifichino momenti di ritiro e di isolamento che diventano preoccupanti se troppo prolungati nel tempo (Non ho voglia di vedere nessuno! Non me la sento di uscire di casa! Lasciami in pace!)

  • Conflittualità con i genitori

Essere genitori non è facile, ma ci ricordiamo come è essere figli? Cosa vuol dire non essere capiti? Sentirsi fuori dal mondo nel quale si è vissuti? Spesso questa conflittualità con le figure di riferimento rappresenta la prima sfida con sé stessi per misurarsi, per prendere le distanze ed iniziare a sentirsi adulti e indipendenti, ma farlo nel modo giusto è necessario per diventare adulti sereni.

  • Deficit di Attenzione ed Iperattività – ADHD

Il deficit è un problema di natura neurologica che interessa il bambino fin dai primi anni di vita e si mantiene per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Molto spesso anche in età adulta. Le caratteristiche del disturbo sono rappresentate da: scarsa attenzione, impulsività e iperattività)